sabato 22 febbraio 2014

Patrimoniale: nun te reggo più

Con l'arrivo del governo Renzie torna, ancora una volta, alla ribalta l'ipotesi della "patrimoniale sulle rendite finanziarie". Ricomincia cioè la presa in giro del cittadino sprovveduto ed inconsapevole che pensa che esista un brutto e cattivo speculatore che non paga le tasse sui suoi guadagni.
La realtà però è molto diversa da come viene presentata. Innanzi tutto occorre cominicare ad avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome; se lo si fa allora ci sia accorge che la patrimoniale esiste già.
E' una imposta patrimoniale l'IMU (limitiamoci a considerare per il momento quella sulla seconda casa e successive) , è una imposta patrimoniale quella sul deposito titoli. Quindi casa e risparmi sono già sottoposti ad una imposta, la si può solo aumentare, ma non è corretto dire che non c'è!
Sempre per correttezza bisogna chiamare risparmio le rendite finanziarie, usare terminologie diverse è solo manipolatorio e sfrutta la ignoranza finanziaria della maggioranza della popolazione.
Tassare un patrimonio da parte di uno stato sovrano è una opzione possibile, bisogna però considerare che si tassa un risparmio che prima è stato un reddito e come tale sottoposto già a tassazione (a meno di non considerare ogni risparmiatore un evasore fiscale...) e quindi sarebbe opportuno agire con ponderazione.
Personalmente non ritengo scandalosa una patrimoniale, ma dovrebbe essere progressiva e non lineare (come è attualmente sia sui risparmi che sugli immobili si paga la stessa % da 0 a Miliardi di euro esclusa la prima casa) o peggio ancora regressiva (come era sui risparmi fino al 2013 con una imposta massima!).
Comunque per patrimoni modesti la percentuale dovrebbe essere più bassa di quella che viene attualmente pagata dai contribuenti.
Una considerazione diversa vale per una altra tipologia di patrimoniale: l'IMPOSTA DI SUCCESSIONE
CONTINUA....

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