martedì 25 febbraio 2014

Perché non sei credibile



Caro Matteo, anche se non mi leggerai mai, ti scrivo per illustrarti il mio pensiero.
Il rinnovamento che dici di rappresentare è purtroppo per tutti noi solo una facciata.
L’Italia ha bisogno di una completa ristrutturazione di tutta la amministrazione pubblica che non può essere fatta da chi ha “a libro paga” decine di migliaia di persone.
Il nostro paese non può mantenere una struttura con 20 regioni, piu di 8000 comuni, province ecc..
Qui i tagli sarebbero onerosi ed insostenibili da chi rappresenta una parte del sistema e da esso ha ricevuto legittimazione.
I numeri sono spesso considerati "aridi", ma restano ancora il modo migliore per esaminare un fenomeno, di seguito riporto una tabella (dati da http://www.tuttitalia.it/regioni/superficie/ ) che si commenta da sola:
 

Regione Popolazione Superficie (kmq) Province Comuni abitanti/comune
 Sicilia 4.999.932 25.832 9 390 12.820
 Piemonte 4.374.052 25.387 8 1.207 3.624
 Sardegna 1.640.379 24.100 8 377 4.351
 Lombardia 9.794.525 23.864 12 1.544 6.344
 Toscana 3.692.828 22.987 10 287 12.867
 Em.-Romagna 4.377.487 22.453 9 348 12.579
 Puglia 4.050.803 19.541 6 258 15.701
 Veneto 4.881.756 18.407 7 581 8.402
 Lazio 5.557.276 17.232 5 378 14.702
Calabria 1.958.238 15.222 5 409 4.788
Campania 5.769.750 13.671 5 551 10.471
Trentino-AA 1.039.934 13.606 2 333 3.123
Abruzzo 1.312.507 10.832 4 305 4.303
Basilicata 576.194 10.073 2 131 4.398
Marche 1.545.155 9.401 5 239 6.465
Umbria 886.239 8.464 2 92 9.633
Friuli-VG 1.221.860 7.862 4 218 5.605
Liguria 1.565.127 5.416 4 235 6.660
Molise 313.341 4.461 2 136 2.304
V. d'Aosta 127.844 3.261 1 74 1.728
TOTALE ITALIA 59.685.227 302.073 110 8.093 7.375

E'del tutto evidente come siano insostenibili regioni con meno di 1 milione di abitanti e più di 100 comuni.

Un accorpamento come quello nella seguente tabella (che tiene semplicemente conto di aspetti geografici e supera l'anacronismo delle Regioni a Statuto Speciale) appare già più razionale:


Regione Popolazione Superficie (kmq) Province Comuni abitanti/comune
VENETO TRENTINO FRIULI VG 7.143.550 39.875 13 1.132 6.311
PIEMONTE LIGURIA VAL D'AOSTA 6.067.023 34.064 13 1.516 4.002
CALABRIA CAMPANIA BASILICATA 8.304.182 38.966 12 1.091 7.612
MARCHE UMBRIA ABRUZZO MOLISE 4.057.242 33.158 13 772 5.255
 Sicilia 4.999.932 25.832 9 390 12.820
 Sardegna 1.640.379 24.100 8 377 4.351
 Lombardia 9.794.525 23.864 12 1.544 6.344
 Toscana 3.692.828 22.987 10 287 12.867
 Em.-Romagna 4.377.487 22.453 9 348 12.579
 Puglia 4.050.803 19.541 6 258 15.701
 Lazio 5.557.276 17.232 5 378 14.702
TOTALE ITALIA 59.685.227 302.073 110 8.093 7.375

sabato 22 febbraio 2014

Patrimoniale: nun te reggo più

Con l'arrivo del governo Renzie torna, ancora una volta, alla ribalta l'ipotesi della "patrimoniale sulle rendite finanziarie". Ricomincia cioè la presa in giro del cittadino sprovveduto ed inconsapevole che pensa che esista un brutto e cattivo speculatore che non paga le tasse sui suoi guadagni.
La realtà però è molto diversa da come viene presentata. Innanzi tutto occorre cominicare ad avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome; se lo si fa allora ci sia accorge che la patrimoniale esiste già.
E' una imposta patrimoniale l'IMU (limitiamoci a considerare per il momento quella sulla seconda casa e successive) , è una imposta patrimoniale quella sul deposito titoli. Quindi casa e risparmi sono già sottoposti ad una imposta, la si può solo aumentare, ma non è corretto dire che non c'è!
Sempre per correttezza bisogna chiamare risparmio le rendite finanziarie, usare terminologie diverse è solo manipolatorio e sfrutta la ignoranza finanziaria della maggioranza della popolazione.
Tassare un patrimonio da parte di uno stato sovrano è una opzione possibile, bisogna però considerare che si tassa un risparmio che prima è stato un reddito e come tale sottoposto già a tassazione (a meno di non considerare ogni risparmiatore un evasore fiscale...) e quindi sarebbe opportuno agire con ponderazione.
Personalmente non ritengo scandalosa una patrimoniale, ma dovrebbe essere progressiva e non lineare (come è attualmente sia sui risparmi che sugli immobili si paga la stessa % da 0 a Miliardi di euro esclusa la prima casa) o peggio ancora regressiva (come era sui risparmi fino al 2013 con una imposta massima!).
Comunque per patrimoni modesti la percentuale dovrebbe essere più bassa di quella che viene attualmente pagata dai contribuenti.
Una considerazione diversa vale per una altra tipologia di patrimoniale: l'IMPOSTA DI SUCCESSIONE
CONTINUA....

Siamo onesti con noi stessi

Onestamente non ne posso più di tutto queste finte discussioni sul deficit del 3% del bilancio pubblico da sforare fregandosene dell'Europa. Vorrei riflettessimo su due cose:
1.) La nostra Costituzione prevede il pareggio nel Bilancio pubblico (è stata una scelta di "Marketing" dei nostri governi, non richiesta dall'Europa....).
2.) Qualunque cosa accada nel 2014 dal 2015 entra in vigore il "fiscal compact" trattato sottoscritto dall'Italia che obbliga a ridurre di 1/20 l'anno il debito pubblico eccedente il 60% (per semplicità se il ns. debito fosse del 120% del PIL questo comporterebbe la necessità di ridurlo del 3% l'anno).
Per ultimo mi piacerebbe pragmaticamente considerare che per entrare nell'Euro i parametri sono sempre stati due:
1. deficit/PIL inferiore al 3%
2. Debito/PIL inferiore al 60%
Fu una scelta politica dei partner europei del nostro paese a far si che l'Italia entrasse nell'Euro da subito ancorchè non rispettasse il punto 2.
Certamente non pensavano che per oltre 10 anni il nostro paese avrebbe utilizzato il basso costo del servizio al debito (principalmente dovuto alla convergenza dei tassi europei verso quelli dei paesi più virtuosi) per incrementare la spesa pubblica lasciando il debito sempre molto sopra il 100% del PIL.
Poi è vero che la crisi finanziaria è stata ed è terribile, è vero che la zona Euro così non funziona, ma se fossimo stati più seri e se fossimo un po' piu' onesti con noi stessi capiremmo anche che a pensare di essere sempre più furbi degli altri qualche volta si prende anche qualche grossa cantonata.

mercoledì 14 novembre 2012

che ne sarà di noi

La crisi non è passata, anzi, forse si prepara ad aggravarsi, nel frattempo siamo, quasi tutti, più poveri sia di speranze (o illusioni) che nel portafoglio eppure dobbiamo ogni giorno trovare delle motivazioni per andare avanti. Coraggio!